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18. Intanto il santissimo uomo si affrettava a visitare spiritual mente il popolo che aveva abbandonato col corpo, ma non con l'affetto. D'un tratto infatti, con la divina ispirazione, confortò i cuori di tutti a deporre il suo venerabile corpo nella santa chiesa maggiore, senza sotterrarlo, ma deponendolo sul pavimento, fino a che l'altra chiesa da lui iniziata, fosse portata a compimento dal reverendissimo Agabio, suo successore. Allora tutto il popolo, illuminato dalla divina ispirazione d confortato dai suoi precedenti prodigi, deposto ogni timore sul disfacimento del sacro corpo, col locò la salma su un tavolato di legno nella sacrestia, celebrò con venerazione le sante esequie e fu deciso di celebrarvi ancora i divi ni uffici. E così nessuno dubita che il suo corpo, lucente di roseo fulgore e olezzante un fragrante profumo, sia rimasto senza sepoltura dal 22 gennaio al 3 agosto. E questo corpo, che mostrava in se stesso un non piccolo prodigio, ogni giorno era visto dai fedeli: i capelli dei corpo, la barba e le unghie delle mani e dei piedi crescevano di continuo, come quando il corpo era in vita. E se il beatissimo uomo meritò di mostrare tali cose straordinarie nelle sue mortali spoglie, fu per dare a capire a tutti coloro che lo visitavano, che colui che essi in terra senza conforto piangevano morto, in realtà lo credessero vivo nei cieli con gli angeli. Dopo questi segni, dimostrò di essere presente risanando i sofferenti da diverse malattie, quasi una luce celeste o un raggio di sole che irrompe, con la luce dell'astro Maggiore, illuminando tutta la terra. Una immensa moltitudine di gente accorreva dai borghi e dalle città al venerabile e santo corpo, a causa dei di versi miracoli di guarigione.
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