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11. Dopo non molto tempo, per divina virtù fece un presagio - Infatti, quando il beatissimo Ambrogio, decoro della Chiesa, vescovo della santa chiesa milanese, si era recato alla sopraddetta città di Vercelli per una discordia sorta in seno al popolo e, dopo aver rischiarato come raggio di sole tutta la città, vi lasciava una perenne concordia e pace; tornando poi celermente alla propria sede e passando sul far della sera per Novara, accelerava il passo per giungere al luogo fissato, dispensandosi dal visitare il beato uomo, dicendo ai suoi compagni: "Avremmo dovuto far visita al reverendissimo Gaudenzio, ma ormai si fa sera". Così dicendo riprendeva il cammino iniziato: ma non lontano di lì il cavallo di Ambrogio si fermò improvvisamente né poté farlo muovere ulteriormente. Ricorse allora alla frusta e agli sproni, ma quello restava immobile, temendo di proseguire il cammino come se fosse sull'orlo di un precipizio mortale. Mentre era stanco di batterlo, improvvisamente illuminato dallo spirito divino, ritornato, secondo il suo solito, in sé, disse: "Non ci è permesso proseguire il viaggio intrapreso, se non dopo aver visto il beato Gaudenzio". Detto questo, subito si rigirò indietro e ritornò, ora volendolo, alla città dove prima non aveva voluto andare.
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