pianta delle fortificazioni spagnole Il primo tempio di San Gaudenzio, esistente fin dall' 841 in seguito demolito, ricostruito e consacrato nel 1298 dal vescovo Papiniano, era situato all'inizio dell'attuale viale XX Settembre.

Nel 1514 Gaudenzio Ferrari dipinse il polittico ora conservato nella Basilica Gaudenziana.

Tra il 1552 ed il 1554 la Basilica fu abbattuta su ordine di Carlo V che, per la trasformazione di Novara in imprendibile piazzaforte da opporre ai francesi, aveva fatto demolire i borghi esterni di S. Agabio, S. Stefano, S. Lazzaro, S. Gaudenzio e cingere l'area centrale di bastioni e fortificazioni.

Nel 1553 la Fabbrica Lapidea diede l'incarico per il progetto a Pellegrino Pellegrini, detto il Tibaldi, già architetto del cardinale Carlo Borromeo e di Filippo II per il quale disegnò l'Escurial.

In seguito alla pestilenza del 1576, dalla quale miracolosamente Novara scampò, I Novaresi della città e dei paesi circostanti si impegnarono in perpetuo al versamento di un obolo proporzionale al censo (offerta della cera) per la ricostruzione della Basilica e per il suo mantenimento, contemporaneamente Filippo II acconsentì alla costruzione imponendo il balzello relativo, costituito da una imposta sulla carne da applicarsi per un periodo di 6 anni. Nel maggio 1577 venne posata la prima pietra.

La consacrazione della Basilica Tibaldiana comprendente le sole cappelle attuali, senza quindi il transetto e il presbiterio, avvenne il 13 dicembre 1590 ad opera del Vescovo Speciano, ma solo nel 1659 vennero completate le strutture architettoniche e finalmente, l'11 giugno 1711, furono solennemente deposte nello Scurolo le reliquie di S. Gaudenzio conservate fino ad allora nella attigua Cappella di S. Giorgio.

Completata la Basilica, la Fabbrica Lapidea decise nel 1753 la costruzione del Campanile, rivolgendosi per il progetto a Benedetto Alfieri, architetto dei Savoia sotto il cui regno Novara era passata nel 1738.

Nel 1786 il Campanile era completato, con un impegno economico che indebitò non poco la Fabbrica Lapidea esposta ancora nel 1803 di ben 110.300 lire, tanto che si dovette giungere fino al 1840 perché le entrate tributarie, fissate con Regio Biglietto di Carlo Felice il 29 marzo 1825 in un fondo di lire 12.000 annue più una "una tantum" di 6.000 lire annue per 6 anni, consentissero di avviare la costruzione della Cupola.

Un primo progetto della Cupola di San Gaudenzio fu eseguito da Alessandro Antonelli nell'anno 1841. L'aspetto esterno corrispondeva alle più moderne cupole di quel tempo, cioè San Paolo di Londra e Santa Genoveffa di Parigi. Nel 1844, affidati i lavorti ad abilissime maestranze sotto la direzione del geniale Giuseppe Magistrini, si costruirono gli otto arconi destinati a portare la Cupola; ma negli anni seguenti l'opera rimase interrotta, anche a causa delle guerre per l'unità e l'indipendenza d'Italia. Così l'architetto ebbe tempo di pensare a perfezionare il disegno e nel 1855 presentò infatti un secondo progetto, nel quale la Cupola appariva più elevata perché il peristilio di colonne era stato innalzato su un piedistallo.

Nuove difficoltà rallentarono la costruzione e nel 1860 uscì il terzo disegno, in cui l'architetto immaginò un secondo peristilio o giro di colonne, elevato nello spazio sopra il primo. Questo nuovo progetto fu dapprima respinto e successivamente approvato dal Consiglio comunale, poiché l' architetto riuscì a dimostrare con precisi calcoli che, nonostante la maggiore altezza, sarebbe costato meno del precedente. Infatti la costruzione era alleggerita al massimo e richiedeva minore quantità di materiali.

Proseguiti i lavori, nel 1862 la costruzione giunse fino al termine della Cupola vera e propria, restando da fare il cupolino. Ancora opposizioni sorsero a fermare il lavoro e la Cupola restò per 13 anni coperta da un tetto provvisorio. Quest'altra lunga interruzione diede all'architetto la possibilità di concepire il raddoppio del cupolino, in armonia con l'eseguito raddoppio del colonnato sotto la Cupola. Così il cupolino fu costruito negli anni dal 1876 al 1878 e la statua del Salvatore, opera dello scultore milanese Pietro Zucchi, fu innalzata sull'estrema cuspide il giorno 16 maggio 1878.

Negli anni dal 1881 al 1888 furono consolidati da Antonelli i quattro piloni della Basilica portanti la Cupola e furono ampliate le fondazioni; queste opere garantirono la stabilità delle basi della torre.

La Cupola fu costruita a spese del Comune di Novara e costò complessivamente:

    per la costruzione della Cupola dal 1844 al 1878,  £. 378.000;

    per il consolidamento dei piloni e delle fondazioni al 1882 al 1887  £. 190.000;

    nel complesso  £. 568.000.

Che cosa rappresentava tale cifra nell'economia della Novara del fine 800?

Non molto se si pensa che venne spesa in oltre 40 anni e che le cifre degli interventi pubblici erano di ben altra misura.

Qualche esempio: nello stesso periodo canali e ferrovie realizzati nel Comune di Novara comportarono un investimento di oltre 5 milioni; le caserme costarono più di tre milioni e un milione costò il manicomio. Per la Banca Popolare di Novara nel 1891 la raccolta salì a 8.500.000 lire.

Anche rispetto agli interventi privati la costruzione della Cupola non fu un'opera eccezionale, se si pensa che, a fronte dei 2 milioni di mattoni occorsi per il simbolo di Novara, nella cinta daziaria entrarono nello stesso periodo non meno di 100 milioni di mattoni e le fornaci cittadine ne produssero 400 milioni di pezzi.

Rinforzi in cemento armato al cupolino ed altri lavori nella zona degli arconi furono eseguiti (ing. A. Danusso) nel 1931, nel 1937-38 e nel 1945.

Principali dimensioni:

    altezza totale della Cupola dal pavimento della chiesa alla sommità della statua = 126 m;

    diametro interno della Cupola-torre alla sua base = 14,40 m;

    diametro esterno = 22,20 m;

    peso totale della Cupola esclusi gli arconi = 5572 t.

Anche se oggi la Cupola di San Gaudenzio, emersa dalle impalcature dei ponteggi che l'hanno fasciata negli ulti mi anni, è ritornata all'immagine lasciataci nel 1878 da Antonelli, occorre però tenere presente una precisa esigenza legata a una sua corretta conservazione, bisognerà evitare le condizioni di emergenza che hanno determinato gli interventi di consolidamento e di restauro occorsi dal 1882 ad oggi, negativi sotto il profilo delle soluzioni ,adottate per la grande urgenza senza adeguata valutazione, e per l'aspetto economico, sempre di notevole impegno per la straordinarietà delle operazioni.

Questo obbiettivo, che potremmo definire di "ordinaria conservazione", è raggiungibile esclusivamente con un controllo continuo delle condizioni statiche e manutentive della Cupola, un "monitoraggio" che consenta una lettura continua dello stato di salute dei vari organi e componenti del monumento.

In questa prospettiva anche il "Museo della Basilica", che la Fabbrica Lapidea ha progettato con l'approvazione della Soprintendenza e che consentirà di portare i visitatori fino al livello dei grandi arconi di sostegno della Cupola, è un modo efficace per ricostituire oltre ad un approccio visivo più diretto, anche una continuità di rapporti, tali da garantire una più attenta conservazione del capolavoro di Antonelli.
La Fabbrica Lapidea della Basilica di S.Gaudenzio, costituita nel 1552 per realizzare la ricostruzione del Tempio Gaudenziano, ha ininterrottamente curato la manutenzione, diretto gli ampliamenti ed gli abbellimenti.

Dal 1995 si vuole occupare anche della conservazione dell'uso, consapevole che il maggiore agente manutentivo é l'uso degli edifici lasciateci dai nostri predecessori.

Conseguentemente si propone un uso integrativo che ci auspichiamo nel tempo possa aggiungere all'alto valore religioso e civile, un pari valore di catalizzatore della vita culturale della città di Novara.


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